fbpx
Profile image
Nicola Marco Camedda

Blog

  • Autore indipendente
  • nicola@nmcbooks.com
  • Italy
Space Opera
In questo articolo voglio parlarti di un filone della Fantascienza, chiamato Space Opera.
Non ho intenzione di proporti un'approfondita trattazione storica (puoi trovare alcuni link utili in fondo alla pagina). Il mio è solo un modesto contributo pensato per favorire la diffusione e la conoscenza - specialmente fra i più giovani - di questo genere narrativo divertente, complesso, seminale, e di grandissima influenza sulla cultura popolare contemporanea.

La Space Opera (conosciuta in Italiano anche come "epopea spaziale", "opera o dramma spaziale", "epica spaziale" ecc) è uno dei filoni più noti della Fantascienza. Per il grande pubblico, infatti, la Space Opera è essa stessa sinonimo di Fantascienza, questo anche grazie alle svariate rappresentazioni cinematografiche o ai romanzi dei grandi autori di successo.
Chi non ha mai sentito parlare del Ciclo della Fondazione di Asimov, di Dune, per non parlare di Star Trek e Star Wars?

Quando si parla di generi e sottogeneri letterari (ma ciò probabilmente vale anche per altri ambiti, come ad esempio la musica), è sempre bene non considerarli in maniera troppo rigida o dai confini invalicabili. In questo caso, l'epopea spaziale va considerata come qualcosa di più di un semplice sottogenere. Una vera e propria anima vitale dell'intera espressione letteraria fantascientifica, capace di evolversi e assorbire molteplici influenze.

Non intendo affermare che la Space Opera rappresenti l'elemento più importante del ricco universo letterario e creativo a cui appartiene, ciò che però è innegabile è che questo filone abbia da sempre donato una enorme spinta propulsiva per tutto il genere fantascientifico.

La Fantascienza, nel complesso insieme delle sue varie forme espressive, vede le premesse della sua nascita databili a partire dalla rivoluzione scientifica del Cinquecento. Ma già da epoche antiche si registrano tracce di racconti fantastici ambientati nello spazio (addirittura c'è chi annovera in tale ambito anche l'Epopea di Gilgamesh).
Tuttavia, sia l'epica spaziale che l'intera Fantascienza intesa come forma di espressione consapevole, affondano le loro radici nel Positivismo industriale europeo e americano, al pari delle suggestioni utopistiche figlie dell'epoca del Cosmismo russo.

Il fascino verso l'esplorazione e la conquista dello spazio sono stati tra i motori principali ad animare la nascita di questo filone letterario, già dalla fine del '800. Potremmo ricordare Jules Verne e H.G. Wells non solo come padri precursori della Fantascienza, ma anche come lontani ispiratori di quella che, in seguito, verrà battezzata come Space Opera (termine successivamente coniato dallo scrittore Wilson Tucker, nel 1941).

La Space Opera diviene un genere assai popolare, in special modo tra i più giovani, durante quella che è passata alla storia come "l'epoca d'oro della Fantascienza" americana. All'inizio, questo tipo di pubblicazioni vengono sovente relegate al rango di mero intrattenimento per ragazzi. Una certa critica tende a contrapporre l'eccessivo lato fantastico all'approccio di maggiore plausibilità scientifica ("Hard Sci-Fi") caro alle produzioni della Fantascienza "mainstream".

Ma col passare degli anni, cadono anche certi steccati e stereotipi. Così il filone letterario dell'epopea spaziale vivrà una serie di mutamenti che lo condurranno fino ai giorni nostri, attraversando diverse fasi e assorbendo ben più complesse influenze culturali, evolvendosi rispetto alla primordiale visione esclusivamente positivistica.
Il mondo cambia rapidamente e così il linguaggio della Fantascienza. Arrivano le Leggi della Robotica di Isaac Asimov. L'impiego della armi atomiche lascia spazio alle inquietudini tipiche dell'era della Guerra Fredda. Così le tematiche (non solo dell'epopea spaziale ma di tutta la Fantascienza) assumono un sempre maggiore livello di complessità e di critica verso l'esistente.
L'affacciarsi di filoni e movimenti di pensiero (sempre legati all'universo fantascientifico), come la "Fantascienza Sociologica", la "New Wave" e in seguito il "Cyberpunk" fa sì che anche la Space Opera (e tutta la Fantascienza in generale) possa aprirsi a un ampio ventaglio di nuove ispirazioni e suggestioni. (Anche se, in fondo, una certa varietà di temi e di stili non è mai venuta meno).

L'avvento di fenomeni cinematografici di grande successo presso il pubblico di massa ha, di volta in volta, contribuito a infondere nuova linfa vitale al filone dell'epica spaziale, che è così riuscito a mantenersi assai popolare, soprattutto negli Stati Uniti.
La Space Opera oggi rappresenta un'inestimabile fonte di ispirazione a cui attingere nel cinema, nelle serie TV, nei comics (pensiamo agli universi Marvel e DC), per non parlare di manga, anime e di videogiochi. A dimostrazione di quanto il suo linguaggio oggi faccia ormai parte a pieno titolo della cultura popolare contemporanea.

Temi ed elementi tipici della Space Opera

Ai giorni nostri, la Space Opera è un genere che pur affondando le proprie radici nella classica epica spaziale, è altresì capace di fare suoi tutta una serie di temi cari, ad esempio, al Cyberpunk e al Post Cyberpunk, al filone della Distopia, a quello Apocalittico e Post-Apocalittico, alla tradizione della Fantascienza Sociologica, alla Fantascienza Tecnologica e così via.

Tuttavia, la Space Opera possiede degli elementi caratteristici che possiamo incontrare in gran parte delle letture. Ma attenzione, ciò non significa che tutte le storie o tutti i libri appartenenti a questo filone siano uguali tra loro, ripetitivi o scontati. Immagina un giallo, o un noir, in cui solitamente trovi un detective, o un commissario, una donna fatale, un assassino e una o più scene del crimine. La presenza di questi elementi ricorrenti non pregiudica affatto il livello di originalità e qualità dell'opera. Lo stesso discorso vale per l'epopea spaziale e in generale per la Fantascienza.

A seguire, ho provato a buttare giù un elenco di elementi e caratteristiche ricorrenti presso questo genere, con riferimento al giorno d'oggi. Non si tratta solo di elementi stilistici, ma anche tematici, tecnologici e - se vogliamo - ideali.

Serie, saghe e cicli narrativi.

In genere abbiamo a che fare con narrazioni che si sviluppano attraverso più libri. Si va dalle classiche trilogie fino a un numero più elevato di volumi, con tanto di romanzi, racconti e novelle. Non si tratta tanto di una moda, ma è il frutto dell'esigenza di poter sviluppare archi narrativi corposi e piuttosto articolati.

Lo spazio. Sistemi stellari e galassie.

Il cosmo rappresenta uno sfondo narrativo fondamentale e basilare, anche se possono esistere delle differenze. Una Space Opera può anche essere ambientata in uno spazio interplanetario circoscritto, come ad esempio il nostro Sistema Solare. Oppure tra sistemi stellari appartenenti a un'intera galassia o a una parte di essa. Infine, esistono anche scenari intergalattici, con storie ambientate su più galassie.

Astronavi, navi stellari.

Immancabili, i veicoli usati per attraversare lo spazio e per spostarsi tra i corpi celesti. Le astronavi, al pari dei robot, sono ormai considerate da chiunque come sinonimo e quintessenza stessa della Fantascienza. Talvolta, questi mezzi di trasporto spaziale, specie se di vaste dimensioni, possono costituire essi stessi l'ambientazione di un'intera storia (è il caso delle cosiddette "navi generazionali").

Megastrutture.

Al pari delle astronavi, nella Space Opera possono apparire delle architetture spaziali di tipo artificiale, costruite dall'uomo o da altre civiltà. Di che si tratta? Basi orbitanti, pianeti artificiali, piattaforme a forma di anello.

Viaggi interstellari, tecnologie superluminali o Iperluce.

Un argomento strettamente connesso alle navi stellari è quello costituito dal sistema di viaggio interplanetario e/o interstellare. Vale a dire: la tecnologia usata dalle astronavi per spostarsi nello spazio lungo distanze enormi, se non anche inimmaginabili.
In genere, quando si tratta di viaggi all'interno dello stesso sistema, fra un corpo celeste e l'altro, si fa riferimento a tecnologie cosiddette "subluce" o "subluminali". A loro volta queste possono essere implementate tramite l'impiego di motori a fusione, propulsori a impulsi elettromagnetici, ionici e via dicendo. Per quanto riguarda distanze decisamente più elevate, quali gli spostamenti tra sistemi diversi o addirittura da una galassia e l'altra, si parla di viaggio "superluminale" o Iperluce. A volte viene utilizzato l'acronimo Inglese "FTL" ("Fast Than Light").
Tuttavia, anche in questo caso, ogni scrittore (o sceneggiatore, se pensiamo alla Sci-fi visuale) implementa questo genere di ipotetici sistemi di viaggio in modo differente.
Per ora mi limito a elencare solo alcune tra le più comuni tecnologie di viaggio Iperluce, ricordando che spesso gli autori adottano soluzioni "ibride" che si rifanno a diverse categorie o dotate di elementi di originalità. Alcuni autori utilizzano l'espediente narrativo del "Iperspazio", dimensione immaginaria in cui le normali leggi della fisica non valgono e in cui sarebbe possibile superare la velocità della luce. Altri invece invece sfruttano i più plausibili concetti di "piega", "curvatura", "dilatazione" del tessuto spazio temporale ai fini di accorciare drasticamente (o addirittura di azzerare) le distanze che intercorrono tra il punto di partenza e quello di destinazione (senza quindi realmente superare il limite della velocità della luce). Un altro sistema di spostamento su distanze gigantesche è quello legato allo sfruttamento dei cosiddetti "wormhole", usati come una sorta di autostrade veloci tra un sistema stellare e un altro e, perché no, tra una galassia e un'altra.
Vuoi approfondire questo argomento? Ho scritto un articolo dedicato al tema dei viaggi interstellari.

Approccio verso la tecnologia. Hard o Soft?

Ogni autore di epopee spaziali ha un proprio atteggiamento nei confronti del lato scientifico e delle descrizioni tecnologiche. C'è chi mantiene un indirizzo decisamente "hard" (rigoroso), chi più "soft" (meno approfondito, o più legato a elementi poco plausibili), e chi invece attinge a piene mani dal mondo del "Fantasy" (elementi apertamente fantastici e appartenenti alla sfera del magico).

Spesso gli autori, nella Space Opera e più in generale nella Fantascienza, quando devono trattare aspetti tecnologici ipotetici o fantastici si accontentano di raggiungere un accettabile livello di plausibilità e di coerenza narrativa. Spesso capita che un autore possa scegliere di dare per scontato alcuni elementi tecnologici, evitando di fornirne una spiegazione dettagliata dal punto di vista scientifico, se questo non dovesse risultare utile ai fini della trama. E sai una cosa? A mio modesto parere, va bene così. Perché nei tratti distintivi di una Space Opera non c'è quello di presentare un'esasperata descrizione tecnologica fine a se stessa. In una Space Opera (così come in un qualsiasi libro di Sci-fi) tutto deve stare al servizio della storia e dei personaggi. Se la descrizione tecnologica è funzionale alla trama, ben venga. Altrimenti, può anche essere omessa (a patto che non si precluda al lettore la comprensione dei fatti narrati). Tutto sta all'abilità del narratore e agli obbiettivi che intende perseguire.

Organizzazioni politiche e amministrative.

Nelle epopee spaziali è frequente la presenza di organizzazioni politiche la cui influenza va ben oltre i confini di un singolo pianeta. Ogni Space Opera che si rispetti, in genere, fa riferimento a federazioni, imperi, fondazioni, alleanze, unioni ecc dal carattere come minimo interplanetario, ma talvolta anche galattico. La presenza di grandi organizzazioni di questo genere, impone all'autore il compito di definire vari aspetti, come ad esempio, i tratti ideologici o filosofici di questa o quella fazione, i sistemi produttivi, le reti di comunicazione, i ceti sociali, e così via.
A volte, questi aspetti tipici del cosiddetto "world building" (la costruzione dei mondi) vengono esplicitati in forma completa o approfondita attraverso la pubblicazione di più libri.

Alieni.

Nelle Space Opera sovente appaiono popoli e civilizzazioni aliene, ma questa non è una regola: non sono infrequenti le narrazioni incentrate esclusivamente sull'uomo, o su un'unica specie umanoide.
La descrizione delle civiltà aliene può esser sviluppata con più o meno approfondimento, e con l'utilizzo di un maggiore o minore livello di contraddizione e chiaroscuro narrativi. Si va dalle classiche razze misteriose e spietate, distanti anni luce non solo dalla Terra ma anche dall'animo umano, fino a civiltà dotate di piena dignità al pari degli umani.

Robot e intelligenze artificiali.

Sinonimo stesso di Fantascienza, sono più legati al concetto di un grande livello di progresso tecnologico e quindi in teoria non rappresentano un elemento fondante dell'epopea spaziale. Ma a volte, l'impiego di robot e di IA è di grande aiuto per l'esplorazione del cosmo, a tal punto che essa non potrebbe nemmeno svilupparsi senza l'ausilio di queste estreme forme tecnologiche. In questi casi, gli androidi e i cervelli elettronici (o "positronici") entrano a pieno titolo come elemento chiave della conquista spaziale.

Conflitto, avventura, azione e introspezione sociale e filosofica.

Non solo nella Space Opera e in generale nella Fantascienza, ma in qualsiasi altro genere narrativo, il concetto di conflitto (che può essere anche interiore, simbolico, ecc) è di cruciale importanza ai fini della costruzione della storia.
A maggior ragione, nell'epopea spaziale non può di certo mancare. Non solo inteso come elemento di rottura capace di scatenare una serie di accadimenti, che poi andranno a tessere gli intrecci della storia, ma proprio inteso nel senso di un autentico scontro, condito da azione e avventura.
Questi infatti sono tra gli ingredienti basilari che il grande pubblico cerca quando si appresta a leggere una serie di questo filone fantascientifico.
Di solito, le trame delle grandi narrazioni spaziali sono molto articolate, distribuite su più volumi e integrate anche da ulteriori racconti e novelle. Queste serie sono esse stesse dei piccoli universi narrativi popolati da eroi, antagonisti e comprimari.
I fattori di conflitto possono essere tra i più disparati. Il contatto con ostili o incomprensibili civilizzazioni aliene. Il differente approccio nei confronti delle intelligenze artificiali, o i robot. Lotte per il predominio, o per l'accesso a risorse o a pianeti abitabili. O anche scontri dovuti a differenze filosofiche o ideologiche, diversi modelli di sviluppo di civilizzazione o evoluzione. Non mancano nemmeno conflitti generati da visioni intolleranti, oppure dal mero tornaconto personale.
Tuttavia, in ogni buona Space Opera che si rispetti, spesso i grandi temi di conflitto disegnati su vasta scala costituiscono lo sfondo narrativo che dona continuità alla saga e condizionano le vite di tutti gli attori in gioco. Ma nell'immediato, i personaggi (protagonisti o antagonisti che siano) sono mossi anche da motivazioni legate alla sfera del vissuto personale. Traumi, esperienze passate, errori, vendette, esigenze di riscatto sociale, amori, paure ecc delineano l'atteggiamento tenuto dal personaggio nei confronti del conflitto in atto.

Eroi ed eroine.

Come in ogni lotta che si rispetti, possono esistere uno o più protagonisti, e in tal caso in genere la narrazione procede secondo più punti di vista. A volte lo scontro fra eroi e antagonisti è segnato dalla chiara e marcata differenza che intercorre tra il Bene e il Male. Altre volte, invece, i confini possono essere più grigi. Ovviamente questo dipende dall'autore. Ma, in ogni caso, non possono mancare eroi ed eroine. Questi possono presentarsi sotto una forma più classica (eroe senza macchia, virtuoso e valoroso), oppure con tratti più moderni (antieroe, dotato di aspetti grigi e ambigui). E lo stesso discorso vale anche per i nemici, gli antagonisti.

Ciurme, equipaggi e gradi. L'elemento militare.

Esiste un particolare filone della Fantascienza, chiamato "Fantascienza Militare" o in Inglese "Military Sci-fi", strettamente legato alla Space Opera, a tal punto che, di solito, è esso stesso sinonimo di epopea spaziale. Qualcuno infatti usa il termine, forse più appropriato, di "Military Space Opera" o "Space Opera Militare".
Ma bando alle definizioni (che lasciano sempre il tempo che trovano...). Si tratta semplicemente di Space Opera in cui l'elemento bellico o militare è al quanto accentuato. In molti, specie in Italia, storcono un po' il naso quando sentono parlare di "Military Sci-fi", immaginando di trovarsi di fronte a qualche libercolo dal tono eccessivamente militaristico. Ma in fondo, "militare" non significa per forza "militarista". Bisognerebbe riflettere sul fatto che, sotto questa denominazione, ricadono anche serie celebri quali Star Trek e Battlestar Galactica (per citarne alcune appartenenti al mondo televisivo e cinematografico). Laddove c'è un vascello con un capitano, dei tenenti, un ufficiale esecutivo, un tattico, un ammiragliato e così via... si parla (anche) di "Military Sci-fi". «Capitano in plancia!»

Contaminazioni.

Come ho già detto nella breve parte introduttiva di questo articolo, oggi la Space Opera risente di numerose contaminazioni e influenze provenienti da altri filoni letterari come il noir, il thriller, l'horror, il fantasy ecc. Ma non mancano nemmeno gli spunti derivanti dal mondo della Fantascienza visuale.

L'elemento più importante.

Voglio chiudere questo elenco introducendo quello che per me è l'elemento più significativo.
L'epica. La forza della Space Opera risiede nell'essere una narrazione che racchiude in sé alcuni tratti archetipici, patrimonio di ogni cultura umana.
Il fascino della scoperta dell'ignoto, in questo caso rappresentato dai pericoli e dalle sfide del cosmo. La volontà di trascendere dall'omologante realtà quotidiana, nella speranza di poter conquistare quell'universo che si staglia sopra le nostre teste, ma che siamo così abituati a ignorare. Il fascino rappresentato dal sogno. Quello di poter vedere, di poter arrivare "laddove nessun uomo è mai giunto prima". Il fascino rappresentato dall'utopia. Quella di concepire una realtà altra, un più vasto ordine di valori e idee al cui cospetto le nostre miserie quotidiane fatte di divisioni e guerre non potrebbero che apparire come decadenti vestigia primitive.
Eppoi lo scontro, la lotta, titanica e impossibile, perché tale deve essere la misura di un conflitto in un contesto epico spaziale. Una lotta che - per regola - non può essere evitata. Perché nell'epopea spaziale la sconfitta ha sempre il sapore dell'estinzione, dell'annientamento totale, dell'oblio nell'infinito silenzio siderale. Non importa se il nemico sia rappresentato da una spietata specie aliena, o da perfide divinità interstellari, dalla tecnologia in rivolta, o dalla natura stessa. Nella Space Opera è vietato arrendersi. E allora... che si combatta con ogni arma che la più raffinata e avanzatissima tecnologia possa offrirci, ma senza dimenticarci l'elemento più forte e invincibile. L'essere umano. Perché, in fin dei conti, nella Space Opera a farla da padrone sono i personaggi con le loro storie. Uomini e donne alle prese con le loro debolezze, i loro sbagli e le loro fragilità, ma proiettati in un contesto epico.
E forse la grande magia della Space Opera risiede proprio nel trasformare uomini e donne comuni in eroi calati in uno scenario di proporzioni inimmaginabili, dove alla fine, al netto di ogni intreccio, si giunge sempre a una scelta decisiva. La quale non può che essere eroica.
La Space Opera è uno dei pochi luoghi rimasti dove è ci è ancora concessa la possibilità di chiudere gli occhi e diventare l'eroe o l'eroina, e sfrecciare nella galassia a velocità inaudite affrontando pericoli di scala interplanetaria. Perciò, bando alle ciance.
Lunga vita alla Space Opera!

Link utili: